• Lunedì 31 Agosto 2015 alle 8:59
Scarti di uva per la produzione di biocarburanti: nuovo studio e come fare. Sarà nuova svolta?

L’importanza dei biocarburanti cresce sempre più e la novità è una nuova forma di produzione che dovrebbe derivare dagli scarti dell'uva utilizzata per la produzione di vino: questo quanto emerge da una ricerca condotta dall'università australiana di Adelaide, che ha dimostrato come dalla fermentazione di una tonnellata di scarti di uva (vinaccia, steli e semi) si possono ottenere fino a 400 litri di bioetanolo, l'etanolo prodotto dalla fermentazione delle biomasse che può essere utilizzato come carburante.

Rachel Burton, docente dell'università di Adelaide, ha spiegato che “Sfruttare gli avanzi della produzione di vino per produrre biocarburanti ha del potenziale economico per quello che è in gran parte un prodotto di scarto”. I ricercatori sono arrivati alla conclusione inerente l’importanza degli scarti dell’uva attraverso l’analisi della vinaccia di due varietà di uva, il Cabernet-sauvignon e il Sauvignon Blanc, e hanno concluso che la maggioranza dei carboidrati trovati in queste due vinacce può essere convertita direttamente in etanolo attraverso il processo di fermentazione, con una resa di 270 litri per ogni tonnellata di vinaccia.

Il rendimento potrebbe salire utilizzando dei trattamenti a base di acidi e enzimi: in questo caso la fermentazione può produrre fino a 400 litri di bioetanolo per ogni tonnellata di vinaccia. La ricercatrice Kendall Corbin conferma le potenzialità della vinaccia che “è disponibile senza difficoltà, può essere ottenuta a buon mercato ed è ricca del tipo di carboidrati che vengono fermentati facilmente”.

Video: Cosa sono i biocarburanti e loro importanza

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