• Martedì 17 Luglio 2012 alle 14:59
Italiani mangiano troppo sale: meglio limitarne il consumo

Troppo sale sulle tavole degli italiani, gli esperti consigliano che sarebbe meglio limitarne il consumo, perché il sale rappresenta un male per le arterie e la pressione ed è il principale alleato della ritenzione idrica. Nonostante questi effetti decisamente poco benevoli, il consumo medio giornaliero di sale tra la popolazione adulta è infatti di 10,9 grammi per gli uomini e 8,6 g per le donne, quando invece la media raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità è di 5 grammi di sale al giorno. È quanto è emerso dai risultati preliminari del progetto Minisal-Gircsi, raccolti in 15 Regioni italiane su 1519 uomini e 1450 donne tra i 35 e i 79 anni, pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Diversi Stati hanno avviato programmi di riduzione del consumo di sale, tra cui l’Italia, con un accordo tra il ministero della Salute e l’Associazione della panificazione artigianale e industriale per la riduzione del 15% in 4 anni del contenuto di sale nel pane.
 

Dall’analisi dell’escrezione di sodio nelle urine è così emerso che solo il 4% degli uomini e il 13% delle donne sono entro i livelli raccomandati. Per il potassio, ottimo antagonista del sale e buon indicatore del consumo di frutta e verdura, risulta un livello di escrezione urinaria pari a 4,6 g/24h per gli uomini e 4,1 g/24h per le donne, contro i 7,4 g al giorno raccomandati dal Food and Nutrition Board, Institute of Medicine. L’escrezione di potassio risulta a livelli desiderati solo per il 4% degli uomini e il 2% delle donne. Per quanto riguarda il sodio, emerge, inoltre, una forte differenza tra Nord e Sud, con valori minori al Nord e maggiori al Sud. Fenomeno in linea, secondo lo studio, con la distribuzione riscontrata dell’obesità e dell’inattività fisica, e con i risultati di numerosi Paesi industrializzati.

 

Il progetto Minisal-Gircsi, parte del programma nazionale Guadagnare salute, è coordinato dal dipartimento di Medicina clinica e sperimentale della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Federico II di Napoli, l’Iss, l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), l’Università Cattolica di Campobasso, la Fondazione per l’ipertensione arteriosa, la Clinica pediatrica dell’Università di Foggia e il Gircsi (Gruppo di lavoro intersocietario per la riduzione del consumo di sale in Italia).

Video: Mangiare poco salato- I consigli

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